La Storia

Libera Nazionale

Il 14 dicembre 1994 le agenzie di stampa lanciano la notizia della nascita dell’Associazione Libera. Su iniziativa di don Luigi Ciotti oltre trecento tra gruppi e associazioni si mettono assieme per dire no alle mafie. Il primo passo della nuova associazione (alla cui fondazione partecipano, tra gli altri, il Gruppo Abele, Legambiente, la CGIL) consiste nella petizione popolare che ha come obiettivo la raccolta di un milione di firme per riutilizzare socialmente i beni confiscati alle mafie: grazie a questa raccolta firme, nel 1996 il Parlamento approverà la legge per il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Libera nasce ufficialmente nel marzo del 1995: è un’associazione contro le mafie e la criminalità e per la giustizia sociale e la memoria viva delle vittime innocenti.
Nel corso degli anni, Libera ha accompagnato e affiancato la nascita di diverse associazioni come Addiopizzo (movimento antipizzo nato a Palermo), Libera Terra (che coordina le cooperative che lavorano i beni confiscati ai mafiosi) e Avviso Pubblico che unisce le amministrazioni territoriali e le sensibilizza sui temi cari a Libera.
Libera oggi come allora si impegna per il riutilizzo dei beni confiscati, sottratti ingiustamente dai mafiosi a tutta la comunità, e per il ricordo vivo delle vittime innocenti delle mafie: ogni anno, il 21 marzo, giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, si leggono gli oltre 1.000 nomi di persone che hanno perso la vita a causa delle mafie. Ma Libera partecipa anche ai processi: sono oltre trenta (tra cui l’ultimo in ordine di tempo Geenna) i procedimenti penali cui Libera si è costituita parte civile con l’obiettivo di rappresentare la Cittadinanza che è stata lesa dalla presenza della mafia su un territorio.
Oggi, a venticinque anni dalla sua nascita, Libera conta venti coordinamenti regionali e quasi 280 Presidi attivi su tutto il territorio nazionale, cui si aggiungono diverse sedi all’estero. In Valle i Presidi sono due: il Presidio Landieri-Di Levrano ad Aosta e il Presidio Bruno Caccia a Verrès. Tutti i Presidi sono dedicati a vittime innocenti delle mafie. Libera collabora anche con molti atenei italiani (oltre cinquanta) e una decina di atenei esteri sempre con l’obiettivo di perseguire la giustizia sociale.
Per maggiori informazioni consulta il sito nazionale.

Libera in Valle d'Aosta

È il 20 novembre del 2008 quando Nando Dalla Chiesa, Presidente onorario di Libera, tiene a battesimo il coordinamento regionale in Valle d’Aosta. Dopo più di dieci anni dalla sua fondazione, Libera ha un coordinamento anche in Valle d’Aosta. La prima referente regionale è Maria Demaria che ci ha guidati fino al 2017 quando ha ceduto il testimone a Donatella Corti, attuale referente regionale.
Negli anni Libera in Valle d’Aosta ha collaborato con molte associazioni come, ad esempio, Valle Virtuosa, le Acli e Legambiente, ha pubblicato due libri “L’altra Valle d’Aosta” nel 2013 e “Io ricordo, 904” nel 2019. Il primo ha cercato di analizzare, anche alla luce di alcuni fatti di cronaca, alcune attività illecite in Valle d’Aosta; il secondo è invece un testo per ragazzi che racconta la strage del treno rapido 904 sulla base del lavoro teatrale del Presidio Landieri-Di Levrano. A questi si aggiunge la ricerca di “Libera Idee” che nel 2018 ha cercato di sondare la percezione valdostana del fenomeno mafioso e corruttivo.
Libera ha inoltre promosso l’intitolazione, sempre nel 2013, di una via al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e svolto numerosi incontri pubblici sul territorio per sensibilizzare la popolazione sul tema della mafia e della corruzione e dei loro profitti. È sempre per sensibilizzare che Libera allestisce alcuni banchetti per la vendita dei prodotti delle terre libere dalle mafie e restituite alla cittadinanza: è in questo modo che si promuove la cultura del lavoro onesto e libero dal caporalato.
Ma il lavoro più grande è stato senza dubbio svolto con i ragazzi. Il primo Presidio di Libera in Valle, intitolato alla memoria del giornalista Giancarlo Siani, è nato in una scuola, così come i due successivi -e ancora attivi-il Presidio Bruno Caccia all’interno dell’ISILTeP di Verrès e il Presidio Antonio Landieri e Marcella Di Levrano all’interno del Liceo Bérard di Aosta. Entrambi sono, infatti, composti da ragazzi che lavorano e studiano attraverso i mezzi artistici (cinema, radio e teatro) i temi legati alle mafie. Questo lavoro si aggiunge alla capillare attività di formazione che è stata portata avanti nelle scuole di ogni ordine e grado negli ultimi anni e che hanno visto in occasione del 21 marzo -giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie- una partecipazione massiccia di giovani a Saint-Vincent nel 2018 e a Bard nel 2019. Tutte le attività sono portate avanti dai volontari, giovani e meno giovani che ogni giorno si impegnano con costanza e dedizione lungo la strada che porta alla giustizia sociale.